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Stefano Zecchi, "L’Incantesimo" | Stefano Zecchi, "L’Incantesimo" |
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| Scritto da Angela Rubino | |
| Thursday 04 February 2010 | |
![]() La copertina del libro Un incontro inatteso tra lo scrittore e una ragazza, figlia di una donna da lui amata molto tempo prima è il tema, il perno principale dal quale si snoda il bel romanzo: “L'incantesimo”. In seguito a questo incontro, infatti, il protagonista-narratore ritorna sui luoghi dove ha vissuto la sua giovinezza “rivivendo” e “riguardando” i luoghi di quell'amore lontano. Il protagonista in una lettera svela una sua profonda e appassionata confessione d'amore che poi affiderà alla giovane donna; una storia importante, vissuta in gioventù e in quanto tale ormai lontana nel tempo ma, che continua a vivere nei suoi ricordi e nel suo cuore. Lui affiderà alla giovane donna questi suoi preziosi ricordi, poiché c'è un legame che unisce le due donne. Tutta la trama narrativa del, a mio avviso,bellissimo romanzo è un'incessante oscillazione tra il passato e il presente, tra l'amore e la bellezza, la malinconia e la nostalgia per un passato ormai trascorso, tra l'incanto e il fascino. La donna un tempo da lui amata, che riaffiora dalle ombre dei ricordi del suo passato viene delineata dall'autore come una figura elegante, eterea, schiva, ombrosamente sensibile, dotata di un forte fascino disarmante ma al contempo dal carattere complesso. Forte è la caratterizzazione di questo personaggio principale del romanzo. La trama si dipana via via dalle pagine del romanzo, rivelando al lettore una storia d'amore ambientata nella magica e fascinosa Venezia, con le sue calli, canali; città immersa in un'incantata bellezza, dalle costruzioni perfette, dagli splendidi scenari, una città che, secondo me, non riesci mai a capire se sia una città o un sogno di perfezione. Romanzo, a mio avviso, molto bello, dallo stile elegante e raffinato che racchiude in sé un'appassionata difesa della centralità dell'idea della bellezza in un mondo che, per usare le parole di Zecchi: “tende ad emarginare e degradare ciò che è bello”. |