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Tenta di accoltellare il figlio davanti ai Carabinieri: arrestato PDF Stampa
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Scritto da Diego Civino   
Thursday 24 June 2010

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Antonio Spagnolo, l'uomo tratto in arresto

Sarebbe potuta andare decisamente peggio ad un 33enne di Villa Baldassarri, piccola frazione di Guagnano, ma per fortuna la prontezza di riflessi di un militare lo ha salvato dal peggio. Mercoledì sera, infatti, in via Repubblica è andato in scena un triste episodio che solo per poco e per fortuna non è finito in tragedia.

Intorno alle 20.00, Antonio Spagnolo, 56enne di Villa Baldassarri, in preda ad un raptus di rabbia ha chiamato il 112 urlando «venite a casa prima che ammazzo mio figlio». Detto fatto. Immediatamente è stata sguinzagliata una volante dei Carabinieri della Stazione di Guagnano che, in brevissimo tempo, si è portata sul posto trovandosi nel mezzo di un litigio familiare tra padre e figlio, che probabilmente non era ancora degenerato per la presenza della moglie dell’uomo.
Sul posto i Carabinieri hanno subito ritrovato per terra una pericolosissima accetta che, a detta del figlio, era l’arma con la quale l’uomo lo stava minacciando.
Ma mentre i Militari dell’Arma stavano raccogliendo informazioni circa il motivo di tale telefonata e della presenza dell’arma, il 56enne, che continuava a minacciare ripetutamente il figlio di morte nonostante la presenza delle forze dell’ordine, si è improvvisamente allontanato, recandosi in cucina. Qui ha aperto un cassetto, ha estratto un coltello da macellaio e si è scagliato contro il figlio nel tentativo di colpirlo. Solo la sveltezza di uno dei due Carabinieri ha evitato spargimenti di sangue. Il militare, infatti, con estrema freddezza si è interposto tra i due, ha afferrato il polso di Spagnolo e lo ha disarmato. Immediate sono scattate le manette ai polsi in flagranza per  tentato omicidio, oltreché il sequestro immediato dell’accetta e del coltello.
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Le armi poste sotto sequestro

L’uomo è stato quindi accompagnato nella Caserma di Guagnano ed, espletate le formalità di rito, è stato condotto al carcere di Borgo San Nicola di Lecce a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Pare comunque che da tempo nella famiglia si alternavano rimproveri del padre al figlio di non collaborare abbastanza alla gestione e alla vita del nucleo familiare, e del figlio al padre per l’eccessiva severità e per i maltrattamenti.  Da quanto appreso, infatti sembrerebbe che l’uomo già in passato, circa dieci anni fa, abbia avuto problemi con la giustizia, proprio per le minacce consumate all’interno delle mura casalinghe.
 
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