Jannik Sinner continua la sua marcia trionfale agli US Open, confermando uno stato di forma che lascia poco scampo agli avversari. Sul cemento di Flushing Meadows, il numero uno del mondo ha sbrigato la pratica Christopher O’Connell con un’autorità disarmante, qualificandosi per gli ottavi di finale in appena un’ora e 53 minuti. Un 6-1, 6-4, 6-2 che non ammette repliche e che proietta l’azzurro verso la seconda settimana dello Slam newyorkese con le batterie ancora cariche.

Un monologo in tre atti

La partita è stata sostanzialmente un monologo dell’italiano. Il primo parziale è scivolato via in un lampo: Sinner ha strappato il servizio all’australiano già nelle fasi iniziali, portandosi rapidamente sul 4-0 e chiudendo la frazione per 6-1, supportato da una resa al servizio impeccabile. O’Connell, numero 87 del ranking ATP, ha provato a scuotersi nel secondo set, tentando di rendere la contesa più equilibrata. L’australiano ha alzato il livello, scendendo a rete con coraggio e tentando qualche variazione, come un pregevole pallonetto che ha strappato applausi, ma la solidità mentale di Jannik ha fatto la differenza nei momenti chiave.

Sul 5-4, l’altoatesino non ha tremato, chiudendo i conti con un ace. Il terzo set ha seguito il copione del primo: un break immediato ha tagliato le gambe all’avversario, incapace di arginare la potenza e la profondità dei colpi di Sinner, che ha sigillato il match sul 6-2. Unica nota stonata della giornata per i colori azzurri è stata l’eliminazione di Matteo Arnaldi. Il sanremese ha lottato ma si è dovuto arrendere al terzo turno contro Jordan Thompson, che ha avuto la meglio in tre set combattuti (7-5, 6-2, 7-6).

Rivali in campo, vicini di posto in vacanza

Se la concentrazione in campo è massima, il 2025 ci ha regalato anche uno spaccato interessante sui rapporti umani che si intrecciano nel circuito una volta riposte le racchette. Proprio Jannik Sinner e Alexander Zverev, protagonisti di una stagione che li ha visti incrociarsi ben quattro volte, sono stati al centro di un curioso siparietto al termine degli impegni ufficiali. Dopo le fatiche della Coppa Davis, i due campioni si sono ritrovati casualmente sullo stesso volo diretto verso le Maldive, meta prediletta da molti tennisti per ricaricare le energie in vista del 2026.

È stato il tedesco, tramite una storia su Instagram, a svelare l’incontro con un selfie sorridente insieme all’azzurro e una didascalia ironica: “Immagino sia la stagione delle Maldive per tutti, eh?”. Un momento di relax che sancisce un rapporto di grande stima reciproca, nonostante la feroce rivalità sportiva. Durante l’anno, infatti, Sinner ha avuto spesso la meglio, battendo Zverev in tre occasioni, inclusa la cavalcata trionfale agli Australian Open e il recente scontro a Vienna.

Il rispetto tra i grandi

Nonostante le sconfitte subite, Zverev non ha mai lesinato complimenti verso il rivale italiano. Già dopo la finale di Melbourne, il tedesco aveva ammesso di essere stato “completamente surclassato”, paragonando il livello di gioco di Jannik a quello del miglior Djokovic. Parole di stima ribadite anche a fine stagione a Vienna, dove Zverev ha incoronato Sinner definendolo “attualmente il miglior giocatore del mondo”, sebbene l’italiano avesse ceduto il primato di fine anno a Carlos Alcaraz.

Dal canto suo, Sinner ha sempre mostrato grande maturità e fair play, consolando il tedesco nei momenti difficili e predicendo per lui futuri successi negli Slam. Tra una vittoria schiacciante a New York e un volo condiviso verso i tropici, il tennis moderno ci racconta non solo di atleti formidabili, ma anche di una generazione capace di scindere la competizione dalla vita privata.