La stagione sui prati è ufficialmente decollata, portando con sé la consueta dose di fascino e imprevedibilità che gli appassionati di tennis aspettano per un anno intero. Sebbene si tratti della parentesi agonistica più breve del circuito, il verde ha spesso la brutta abitudine di stravolgere le gerarchie, e quest’anno a rischiare il colpo di frusta più severo nella top ten è Carlos Alcaraz. Il fenomeno spagnolo, ancora fresco di festeggiamenti per il suo secondo trionfo al Roland Garros, si ritrova sulle spalle un carico da ben 2050 punti. Questa montagna da difendere è frutto quasi esclusivamente della cavalcata trionfale a Wimbledon dell’anno passato, quando riuscì a piegare in finale Novak Djokovic. Nel calderone ci sono anche i 50 punti del Queen’s, legati alla sconfitta al secondo turno contro Draper, ma le probabilità che l’iberico decida di ricaricare le batterie nella sua Ibiza per poi presentarsi direttamente ai Championships sono molto alte.
L’occasione di Jannik e gli inseguitori La prospettiva cambia radicalmente se si guarda verso l’attuale numero uno del mondo. Jannik Sinner dovrà difendere “appena” 900 punti, un bottino racimolato lo scorso anno grazie alla vittoria nel torneo di Halle e ai quarti di finale di Wimbledon, in quella che fu una delle rare battute d’arresto della sua stagione. L’impressione generale degli addetti ai lavori è che l’azzurro abbia tutte le carte in regola per allungare ulteriormente su Alcaraz proprio sull’erba, costruendosi un prezioso vantaggio in vista del massacrante tour de force sul cemento americano. Guardando al resto della truppa, Alexander Zverev deve coprire solo 400 punti, ma la sua attuale condizione psico-fisica sembra estrometterlo dalla corsa alle primissime posizioni. Discorso diverso per Novak Djokovic, chiamato a blindare i 1300 punti della finale londinese. Chi invece sente profumo di scalata è Jack Draper, che ha solo 400 punti da difendere e margini di crescita enormi, mentre per l’italiano Lorenzo Musetti, scivolato dopo i forfait di Stoccarda e del Queen’s, la rincorsa alla top 5 si fa improvvisamente ripida. Le distanze nelle retrovie restano cortissime, con Fritz, Paul, Rune e de Minaur pronti ad approfittare di ogni minimo passo falso.
Dalla tensione dei campi alla leggerezza del padel La rivalità tra i due dominatori del tennis mondiale non si consuma unicamente a colpi di dritti e rovesci sui campi più prestigiosi del mondo. Il confronto si sposta spesso su terreni inaspettati, regalando siparietti che dimostrano il forte legame tra i due. Galeotto, in questo senso, è stato l’appuntamento del Miami Open. Dopo una bruciante ed inattesa eliminazione nelle fasi iniziali del torneo, Alcaraz ha deciso di godersi un po’ di relax in Florida presentandosi sugli spalti del Miami P1, tappa fondamentale del circuito internazionale di padel. Interrogato dai giornalisti sulle sue abilità in questo sport, lo spagnolo non ha fatto un passo indietro. Con un sorriso sfrontato, si è detto assolutamente certo che lui e Sinner, facendo coppia, avrebbero asfaltato Arturo Coello e Agustin Tapia, ovvero gli attuali dominatori incontrastati del ranking mondiale di padel.
Sci, racchette e l’obiettivo Miami La palla è passata inevitabilmente nella metà campo di Jannik, e la sua replica ha mostrato il consueto mix di lucidità e ironia. Impegnato a macinare avversari sul cemento di Miami, dove ha agguantato le semifinali senza lasciare per strada nemmeno un set nella sua personale rincorsa al “Sunshine Double”, l’altoatesino ha spento gli entusiasmi dell’amico ai microfoni di Tennis Channel. Ha candidamente ammesso che, in un’ipotetica sfida del genere, lo spagnolo dovrebbe farsi carico di tutta la corsa e della fatica per entrambi, vista la sua scarsa affinità con le pareti di vetro. Riconoscendo però l’incredibile versatilità di Alcaraz, capace di destreggiarsi egregiamente anche nel golf, l’azzurro ha calato il suo personale asso nella manica. Ricordando i suoi trascorsi da sciatore juniores di altissimo livello, Sinner si è offerto di tirare il gruppo in un’eventuale competizione sulla neve. Messa da parte la goliardia, l’attenzione del numero uno resta però ancorata al presente: c’è un torneo da vincere in Florida e un ostacolo tra lui e la finale, che porti il nome di Alexander Zverev o Francisco Cerundolo.